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Tagliare le orecchie ai cani: perché si fa, cosa dice la legge e perché oggi è vietato

Scopri perchè tagliare le orecchie dei cani è una pratica sbagliata e illegale e per quali motivi (e su quali razze) veniva praticata.

L’idea di questo articolo nasce dopo aver letto sul giornale che il cane più bello del mondo (Best in Show del 2026) è una Dobermann di nome Penny che purtroppo ha sia le orecchie che la coda tagliate. Nonostante i progressi della medicina veterinaria e l’evoluzione della sensibilità verso il benessere animale, la domanda che inevitabilmente ci si pone è per quale motivo, ancora oggi, si vedono in giro cani, soprattutto di determinate razze, che hanno le orecchie tagliate.

La risposta è chiara: nella quasi totalità dei casi si tratta di un intervento puramente estetico, privo di benefici per la salute dell’animale vietato, tra l’altro, dalla normativa europea e italiana.

In passato, era pratica comune effettuare il taglio delle orecchie e della coda soprattutto per determinate razze, in particolar modo in quelle impiegate nella guardia o nel combattimento. Oggi, però, la comunità scientifica e la legislazione europea riconoscono che queste pratiche rappresentano una mutilazione non necessaria, che provoca dolore e può avere anche conseguenze comportamentali.

Comprendere perché tagliare le orecchie ai cani non è etico né legale è fondamentale per promuovere una cultura cinofila moderna, rispettosa e basata sulla conoscenza.

Cosa significa tagliare le orecchie ai cani

Il taglio delle orecchie, tecnicamente chiamato conchectomia, è un intervento chirurgico che consiste nell’asportazione parziale del padiglione auricolare del cane. L’operazione viene solitamente eseguita quando il cucciolo ha tra le 6 e le 12 settimane di vita, e ha lo scopo di modificare la forma naturale dell’orecchio rendendolo più corto e verticale. Dopo l’intervento, le orecchie vengono fasciate o sostenute con supporti rigidi che il cucciolo dovrà sopportare per diverse settimane affinché assumano la posizione eretta desiderata.

Nel passato il taglio delle orecchie ai cani veniva giustificato con motivazioni funzionali e cioè :

evitare che l’orecchio venisse afferrato durante i combattimenti tra cani
ridurre il rischio di ferite nei cani da caccia o da guardia
prevenire infezioni auricolari

Oggi sappiamo che queste spiegazioni, soprattutto quelle che riguardano le infezioni e la diminuzione di ferite nei cani da caccia, sono in gran parte false o superate. Le principali associazioni veterinarie, tra cui la Federation of Veterinarians of Europe, hanno chiarito che non esistono prove scientifiche che dimostrino benefici sanitari derivanti dalla conchectomia.

Di fatto, il taglio delle orecchie è diventato nel tempo una aberrante tradizione estetica, legata agli standard di razza e all’immagine più cattiva di alcuni cani.

Tagliare le orecchie ai cani: perché si fa ancora oggi

Nonostante i divieti, alcuni allevatori, con veterinari compiacenti, continuano a tagliare le orecchie ai cani. Le motivazioni principali sono tre.

Motivi estetici

Molti standard di razza storici prevedevano orecchie tagliate per alcune razze. Tra queste:

  • Dobermann
  • Pitbull
  • Boxer
  • Cane Corso
  • Alano

In diversi Paesi Europei questi standard sono stati modificati o aggiornati, proprio per eliminare l’obbligo estetico del taglio. La stragrande maggioranza degli allevatori delle razze appena menzionate di fatto non praticano più queste mutilazioni ed oggi, lo standard accettato in gran parte d’Europa prevede solo ed esclusivamente le orecchie naturali. I Paesi in cui il taglio è vietato e non accettato nelle esposizioni sono:

  • Italia
  • Germania
  • Francia
  • Svizzera
  • Scandinavia
  • Regno Unito

In altri Paesi, fra cui gli Stati Uniti d’America e alcuni dell’Europa orientale, la pratica è ancora legalmente consentita anche se, fortunatamente, sempre più contestata dalle Associazioni Animaliste.

Miti sulla salute

Un altro motivo riguarda la convinzione che le orecchie tagliate riducano le infezioni auricolari. Fortunatamente la scienza ci viene incontro a tal punto che numerosi studi hanno dimostrato esattamente il contrario, e cioè che la forma dell’orecchio non previene né riduce le infezioni auricolari. In genere, le infezioni auricolari dipendono da fattori come:

    • predisposizione genetica
    • allergie (anche di tipo alimentare)
    • umidità nel condotto uditivo
    • scarsa igiene

    Razze di cani con le orecchie tagliate

    Quando si parla di razze di cani con le orecchie tagliate, si pensa immediatamente ai Pitbull e ai Dobermann, diventati, loro malgrado, i simboli di questa pratica inumana.

    Il Pitbull con le orecchie tagliate: origine e realtà

    Il pitbull è una razza purtroppo spesso fraintesa e circondata da miti e pregiudizi, legati ovviamente alla sua origine e al suo utilizzo. Il termine Pitbull deriva dall’unione di due elementi:

    • Pit: fa riferimento alle arene (pits) dove in passato si svolgevano i combattimenti tra cani e tori
    • Bull: dal termine inglese “bull” – toro – che indica l’origine della razza proveniente da cani selezionati per affrontare i tori nelle arene, in particolare il Bull Terrier e l’Old English Bulldog

    La razza è stata creata nel diciannovesimo secolo da allevatori inglesi con l’obiettivo di ottenere un cane con forza, agilità e resistenza capace di affrontare i combattimenti con animali più grandi, senza perdere il controllo o la determinazione. A seguito del divieto dei combattimenti tra tori e cani, questa razza fu, ahimè, impiegata nei combattimenti fra cani. In questi combattimenti il punto debole era rappresentato proprio dalle orecchie. Accorciarle riduceva la possibilità che venissero afferrate, lacerate o strappate. Purtroppo, nonostante i combattimenti fra cani siano da tempo vietati, la pratica barbara del taglio delle orecchie è rimasta perché un cane, con questo tipo di orecchie, è un simbolo di aggressività e di forza.

    Esiste un vecchio detto nel mondo cinofilo e cioè che i cani finiscono per assomigliare ai loro proprietari. Di solito lo si dice scherzando, ma nel caso del taglio delle orecchie l’ironia assume una sfumatura diversa. Spesso, chi sceglie di tagliare le orecchie ai cani non lo fa per necessità funzionali, ma per costruire un’immagine precisa e cioè un cane più duro, intimidatorio, e quindi più aggressivo.

    Il paradosso è che spesso, dietro questa scelta, non c’è il bisogno del cane di apparire più pericoloso…ma quello del proprietario di sentirsi un po’ più convincente nella parte del tipo tosto. In termini psicologici potrei dirla così: il cane diventa un’estensione dell’immagine che il proprietario vuole dare di sé.

    C’è però da dire che molte delle razze coinvolte, come i Pitbull e i Dobermann, sono cani estremamente affettuosi, collaborativi e intelligenti, soprattutto quando vengono coinvolti in attività Educative e sportive come l’Agility, la Rally-O, i Detection Games. Il taglio, quindi, contribuisce a creare un’immagine artificiale di cane aggressivo, che non riflette il reale temperamento delle razze.

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    Il Dobermann con le orecchie tagliate: lo standard tra passato e presente

    Il Dobermann è una razza molto apprezzata per la sua eleganza ed intelligenza, ma purtroppo è spesso associata a un’immagine di cane aggressivo. Io stessa, da ragazza, avevo in casa una bellissima femmina di Dobermann, Luna, a cui non ho fatto tagliare le orecchie sebbene all’epoca, parliamo degli anni 80, era ovviamente consentito se non addirittura consigliato.

    Il dobermann fu creato in Germania intorno al 1890 dall’allevatore Karl Friedrich Louis

    Dobermann, da cui la razza prende il nome. Il Sig. Dobermann aveva bisogno di un cane da guardia robusto, coraggioso, leale e facile da addestrare. Per ottenere questa caratteristica incrociò diverse razze tra cui:

    • Rottweiler – per la forza e la struttura fisica
    • German Pinscher – per l’agilità e la resistenza
    • Greyhound – per velocità e prontezza
    • Altre razze da pastore e cani da guardia locali

    Il taglio delle orecchie ai Doberman è stato a lungo considerato come parte dell’aspetto classico della razza proprio per gli usi che se facevano. Con il tempo però, il taglio delle orecchie e della coda è diventato, anche qui, uno standard estetico adottato da tutti gli allevatori italiani e non.

    Arriviamo ai giorni nostri e parliamo di un caso emblematico che riguarda una celebre femmina di Dobermann vincitrice del Best in Show del 2026 al Westminster Kennel Club Dog Show che si è tenuto a New York. Penny, così si chiama il cane, proviene da un allevamento nordamericano e la sua linea genetica è legata al circuito statunitense e canadese delle esposizioni. Penny, nonostante le orecchie tagliate e la coda accorciata, è stata definita dalla giuria internazionale il cane più bello del mondo.

    Questo evento, pur svolgendosi negli Stati Uniti, dove le normative del taglio sono meno ristrettive rispetto alle nostre, ha sollevato critiche tra veterinari e associazioni animaliste perché trasmette un messaggio sbagliato: suggerisce che la bellezza di un cane dipenda da una mutilazione estetica.

    L’aspetto economico delle esposizioni

    Quando un cane ottiene il titolo di Best in Show, il valore simbolico è enorme, ma esiste anche un aspetto economico spesso poco discusso. Le esposizioni canine di alto livello non prevedono premi in denaro particolarmente rilevanti, ma la vittoria ha conseguenze molto concrete per gli allevatori:

    • Aumenta il prestigio dell’allevamento
    • Cresce il valore commerciale dei cuccioli appartenenti alla stessa linea genetica
    • Aumenta la richiesta di accoppiamenti e di riproduzioni selezionate

    In altre parole, un cane vincitore diventa un potente strumento di promozione genetica e commerciale per l’allevatore.

    Il problema del messaggio culturale

    Il punto centrale però non riguarda il valore del cane vincitore che può essere eccellente sotto molti aspetti, quanto meno a livello morfologico e caratteriale. Il problema riguarda il messaggio culturale che viene trasmesso.
    Definendo quindi Penny il cane più bello del mondo, nonostante le orecchie tagliate e la coda amputata, si rafforza implicitamente l’idea che:

    • Quell’aspetto sia quello corretto per la razza
    • Quella mutilazione faccia parte della tradizione legittima della cinofilia
    • L’estetica naturale del cane sia meno desiderabile.

    Purtroppo, questo messaggio errato si diffonde facilmente attraverso i media, i social network e la pubblicità degli allevamenti, influenzando di rimando anche le scelte di molti proprietari.

    In realtà il vero Dobermann, nel rispetto della sua anatomia e del suo benessere, è quello con le orecchie pendule e la coda integra. Ed è proprio questa l’immagine che la cinofila moderna dovrebbe promuovere, soprattutto in contesti visibili e influenti come le grandi esposizioni internazionali.

    Taglio delle orecchie del cane: cosa dice la legge in Italia

    Il taglio delle orecchie ai cani è vietato in Italia. Il divieto deriva dalla Convenzione Europea per la Protezione degli Animali da Compagnia, firmata a Strasburgo nel 1987 e ratificata dall’Italia nel 2010.
    La Convenzione stabilisce che sono proibiti tutti gli interventi chirurgici destinati a modificare l’aspetto di un animale senza una motivazione terapeutica.

    Tra questi:

    • La conchectomia (taglio delle orecchie)
    • La caudectomia (taglio della coda)
    • La recisione delle corde vocali
    • La rimozione delle unghie o dei denti per motivi estetici (questi sono sempre finalizzati alle mostre canine) ma anche per motivi legati all’aggressività

    In Italia, il taglio delle orecchie a fini estetici può essere considerato maltrattamento animale, e quindi soggetto a sanzioni penali.

    La responsabilità penale può ricadere su:

    • proprietari
    • allevatori
    • veterinari che eseguono l’intervento senza una giustificazione medica

    Il taglio della coda del cane è vietato? Cosa dice la normativa italiana

    Il taglio della coda, chiamato caudectomia, è un’altra pratica storicamente diffusa. Molte razze venivano vendute con la coda accorciata. Tra queste ricordiamo:

    • Dobermann
    • Boxer
    • Rottweiler
    • Cane corso

    È importante ricordare che la caudectomia a fini estetici è vietata. Sono però previste delle eccezioni per comprovate esigenze mediche, come per esempio:

    • gravi traumi
    • infezioni
    • necrosi della coda

    In questi casi l’intervento deve essere eseguito da un veterinario che dovrà provvedere a compilare tutta la documentazione clinica a testimonianza di uno dei problemi sopra riportati.

    Perché il taglio delle orecchie è una pratica dannosa

    Il taglio delle orecchie ai cani non è solo inutile: può essere dannoso sotto diversi aspetti. Vediamoli insieme.

    Dolore e stress per il cucciolo

    L’intervento viene spesso eseguito quando il cane è ancora cucciolo e, sebbene gli interventi vengano effettuati sotto anestesia, il cucciolo può sperimentare:

    • dolore post-operatorio
    • stress
    • fastidio continuativo per le settimane di fasciature e manipolazioni

    Rischio di complicazioni

    Come ogni intervento chirurgico, la conchectomia comporta i seguenti rischi:

    • infezioni
    • cicatrizzazione anomala
    • necrosi dei tessuti
    • problemi permanenti all’orecchio

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    Alterazione della comunicazione canina

    Le orecchie del cane rappresentano uno degli strumenti più importanti nella comunicazione intra-specifica (tra cani) e inter-specifica (con l’uomo). Non sono quindi organi semplicemente deputati all’udito, ma costituiscono una vera e propria struttura espressiva e regolatrice dello stato emotivo, strettamente collegata ai sistemi neuroendocrini e alla regolazione ormonale dello stress e dell’arousal.

    Attraverso la posizione delle orecchie i cani esprimono paura, curiosità, aggressività o sottomissione

    Alterarne la forma significa limitare la capacità comunicativa. Le orecchie sono quindi un indicatore immediato dello stato emotivo e del livello di attivazione del cane (arousal). Attraverso la loro posizione e il loro movimento permettono agli altri cani di interpretare rapidamente le intenzioni, l’attenzione e il livello di tensione, contribuendo alla regolazione delle interazioni sociali e alla prevenzione dei conflitti.

    Comprendere questi segnali è fondamentale per leggere correttamente il linguaggio corporeo del cane e favorire relazioni più equilibrate.
    Per questo motivo, la cinofilia moderna promuove l’integrità fisica del cane come base per il suo benessere e per una relazione equilibrata con il proprietario.

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    Il ruolo della cultura cinofila moderna

    Nell’ambito della cultura cinofila moderna è sempre più evidente la distanza tra la cinofilia del passato e quella attuale. Per molti decenni la relazione con il cane è stata influenzata da una visione prevalentemente funzionale ed estetica: il cane era spesso considerato uno strumento di lavoro o un oggetto di selezione morfologica, e pratiche come il taglio delle orecchie e della coda venivano accettate e diffuse sia per ragioni estetiche sia per presunte necessità funzionali. In quel contesto, la conoscenza etologica era limitata e il linguaggio comunicativo del cane veniva poco considerato.

    La cinofilia contemporanea, invece, si fonda su un approccio scientifico e interdisciplinare che integra etologia, neuroscienze, medicina veterinaria comportamentale e scienze cognitive. Oggi sappiamo quanto elementi corporei come orecchie e coda siano fondamentali per la comunicazione intra-specifica e per l’espressione dello stato emotivo del cane, motivo per cui molte pratiche del passato vengono progressivamente abbandonate o criticate.

    La crescita della cultura cinofila è sostenuta da un costante lavoro di studio, aggiornamento e confronto: convegni, seminari, pubblicazioni scientifiche e percorsi formativi permettono a educatori, istruttori e professionisti del settore di aggiornarsi continuamente e di diffondere una visione più rispettosa del benessere animale.

    La nuova cinofilia si distingue quindi per un approccio basato sulla conoscenza, sulla ricerca e sull’etica, promuovendo una relazione uomo-cane più consapevole, informata e centrata sui reali bisogni comportamentali della specie.

    In questo contesto, un ruolo importante dovrebbe averlo l’ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana), l’organizzazione che gestisce il registro genealogico dei cani di razza in Italia.

    L’ENCI infatti dovrebbe:

    • promuovere standard di razza coerenti con la normativa
    • vigilare sugli allevatori
    • collaborare con le autorità per prevenire pratiche illegali
    • vietare la presenza di cani con code e orecchie tagliate agli show di bellezza
    • bandire gli allevatori che promuovono questa pratica chirurgica
    • denunciare i veterinari complici di allevatori senza scrupolo

    Scegliere allevatori etici e responsabili è un passo fondamentale per contrastare la diffusione del taglio delle orecchie e della coda. Purtroppo, però, il fatto che siano allevatori riconosciuti dall’ENCI non significa in automatico che queste pratiche non vengano messe in atto.

    Il taglio delle orecchie dei cani è una pratica da condannare

    Il taglio delle orecchie ai cani è una pratica aberrante che appartiene al passato. Non comporta benefici per la salute, provoca dolore e può compromettere la comunicazione e il benessere dell’animale.

    Per questo motivo oggi:

    • è vietato dalla legge italiana
    • è condannato dalla comunità veterinaria
    • è sempre meno accettato nella cinofilia moderna

    Scegliere di rispettare l’aspetto naturale del cane significa promuovere una relazione più sana, consapevole e rispettosa.
    La bellezza di un cane non deriva da una mutilazione estetica, ma dal suo equilibrio, dalla sua salute e dalla qualità del rapporto che costruisce con l’essere umano.

    Cinzia Cecconi
    Esperta in Riabilitazione Comportamentale