Un cane che si morde le zampe o che le lecca in modo insistente non lo sta facendo per capriccio o per farci un dispetto ma ci sta comunicando un disagio. In alcuni casi si tratta di una normale routine di pulizia (ad esempio dopo una passeggiata sotto la pioggia), ma quando il comportamento diventa frequente, prolungato o compare all’improvviso, vale la pena fermarsi un attimo e osservare i comportamenti del cane con attenzione.
Il punto chiave è che un cane che si lecca e si morde le zampe può essere spinto a farlo da cause molto diverse: dermatologiche, dolorose, parassitarie, metaboliche e, non meno importanti, emotive e comportamentali. Può inoltre accadere che più fattori si sommino: un fastidio cutaneo iniziale può innescare un leccamento ripetuto che, col tempo, diventa un’abitudine difficile da interrompere.
In questo articolo analizziamo in modo scientifico, ma chiaro, perché i cani si mordono le zampe, cosa significa quando il cane si lecca e si morde le zampe anteriori o posteriori, cosa fare se il cane si morde le zampe e come prevenire il problema nel lungo periodo senza ricorrere a metodi coercitivi.
Perché i cani si mordono le zampe?
Quando ti chiedi perché i cani si mordono le zampe, la risposta più corretta è perché stanno cercando di gestire una sensazione spiacevole (prurito, dolore, bruciore, formicolio) oppure una tensione interna (stress, frustrazione, noia). Le zampe sono una zona molto innervata, spesso esposta a irritanti ambientali e facile da raggiungere con la bocca e la lingua: per questo diventano un bersaglio frequente.
È pertanto utile distinguere due grandi famiglie di cause:
- Cause fisiche: prurito, infiammazione, infezione, dolore, parassiti, allergie, problemi ortopedici o neurologici.
- Cause comportamentali/emotive: stress, mancanza di stimoli, frustrazione, difficoltà di autoregolazione, fino ai comportamenti compulsivi.
Capire la categoria prevalente non significa emettere una diagnosi fai da te, ma orientare bene i passi successivi, e cioè: osservazione, gestione e, quando serve, supporto professionale.
Le cause fisiche del mordere le zampe anteriori e posteriori
Se il cane si lecca e si morde le zampe soprattutto dopo le passeggiate, oppure se noti arrossamento, cattivo odore, perdita di pelo o piccole lesioni, la probabilità che dipenda da una causa fisica aumenta. Vediamo le principali cause.
Allergie ambientali o alimentari
Le allergie sono tra le cause più comuni di leccamento podale. I cani, infatti, possono avere una reazione allergica a pollini, acari, muffe, detergenti, erba o altre sostanze presenti nell’ambiente. Spesso il prurito si concentra su zampe, muso, ascelle e inguine. In alcuni cani, anche l’alimentazione può contribuire, ma attenzione! Non si tratta di allergia alla crocchetta in senso generico, piuttosto una reazione a specifiche proteine o componenti presenti nella crocchetta. Il risultato, dal punto di vista del cane, è semplice: prurito e fastidio che lo spingono a leccarsi e mordicchiarsi.
Dermatiti da contatto e irritanti
Asfalto caldo, sale antighiaccio, sabbia, prodotti per la pulizia dei pavimenti, fertilizzanti: tutto ciò può irritare i polpastrelli e la cute tra le dita. In questo caso è frequente vedere il cane che si lecca le zampe anteriori (le più esposte durante l’esplorazione) ma anche le posteriori, specie se cammina su superfici aggressive o se ha già microlesioni.
Infezioni batteriche o da lieviti
Quando la barriera cutanea si altera (per allergia, umidità, microtraumi), possono proliferare batteri e lieviti. Un segnale tipico è dato dall’odore forte con pelle più scura o arrossata tra le dita. Il cane può alternare leccamento e morsicatura perché la zona prude e brucia. Se il comportamento è insistente, si crea un circolo vizioso: più si lecca, più si infiamma.
Parassiti
Le pulci, con poche punture, possono scatenare il prurito soprattutto nei cani sensibili. Anche alcuni acari possono interessare le estremità. Inoltre va ricordato che se al cane vengono mensilmente messi gli antiparassitari non si può escludere che alcuni di essi non lo mordano: tutto dipende infatti dall’efficacia del prodotto, la frequenza di somministrazione e infine dal contesto ambientale.
Corpi estranei e microtraumi
Spighette, piccoli sassolini, schegge o spine spesso si infilano tra le dita o in mezzo ai cuscinetti. In questi casi il leccamento è improvviso, intenso e può riguardare una zampa precisa. Se il cane zoppica oppure evita di poggiare la zampa o piagnucola quando la zona viene toccata, è necessario un intervento rapido da parte del veterinario, soprattutto durante i periodi primaverili a causa della presenza dei forasacchi.
Dolore articolare, tendineo o neuropatico
Qui trattiamo brevemente un aspetto meno intuitivo ma altrettanto importante: un cane che si morde o si lecca le zampe può farlo anche per alleviare il dolore dovuto a problemi del gomito, del carpo, della spalla, del ginocchio, dell’anca ecc. ecc. Anche alterazioni neurologiche (formicolio, ipersensibilità) possono spingere il cane a cercare sollievo mordicchiando la zona.
Leccamento della zampa anteriore sinistra o destra: cosa cambia davvero?
Molti proprietari riferiscono che il cane si lecca e si morde sempre una specifica zampa anteriore (sinistra o destra). Questo comportamento non va trascurato ma, al contrario, va interpretato correttamente. In molti cani, un leccamento di tipo monolaterale è coerente con un innesco locale dovuto a microtraumi, irritazione interdigitale, corpo estraneo, infezione circoscritta, unghia scheggiata o dolore riferito alla spalla/gomito/carpo di quell’arto.
Detto questo, soprattutto quando si parla di comportamenti ossessivo-compulsivi, alcuni studi e osservazioni cliniche suggeriscono che possa esistere una componente di lateralizzazione cerebrale (ovvero una diversa partecipazione delle aree cerebrali dei due emisferi nei processi emotivi e di stress), e che in alcune casistiche il leccamento persistente possa mostrare una preferenza di lato. Tuttavia, questo non deve trasformare la sinistra vs destra in una regola diagnostica: anche un leccamento compulsivo spesso nasce da un fastidio fisico iniziale su una zampa specifica e poi si consolida come rituale auto-rinforzante. In pratica, più che chiedersi quale zampa sia coinvolta, è importante capire quando il cane lo fa (a riposo, di notte, durante i momenti monotoni della giornata) e quali segni permangono sulla zampa (arrossamento, odore sgradevole, lesioni, zoppia), perché sono questi elementi a guidare le scelte tra valutazione veterinaria e intervento comportamentale.
Se il tuo cane si lecca la zampe in maniera compulsiva, contatta la nostra esperta in Riabilitazione Comportamentale!
Cane che si lecca le zampe per motivi comportamentali
Non sempre il prurito è la causa principale di un leccamento insistente in alcune parti del corpo. In alcuni cani, il leccamento diventa un comportamento auto-calmante: la ripetizione e la stimolazione sensoriale aiutano a scaricare la tensione nel breve periodo. Il problema è che, se ripetuto, può trasformarsi in un’abitudine con tutta una serie di complicazioni.
Stress e difficoltà di autoregolazione
Cambiamenti in casa, routine instabile, eccesso di stimoli, convivenza complessa con altri cani o richieste poco chiare durante l’educazione possono aumentare lo stress. Alcuni cani lo mostrano
- con segnali sottili quali:
- leccamenti ripetitivi
- sbadigli frequenti
- riposo agitato
- ricerca insistente di contatto o isolamento.
Tutto questo può determinare un eccessivo leccamento. Ricordati che nel caso in cui il tuo cane si lecchi e si morda alcune parti del corpo, oltre alle zampe, come i fianchi, la coda o l’addome non ti sta facendo un dispetto bensì ti sta mostrando dei segnali di difficoltà.
Noia e sotto stimolazione
Un cane che passa molte ore senza fare nulla di interessante può inventarsi un’occupazione di tipo ripetitivo. Leccarsi in fondo è un comportamento naturale e sempre disponibile, non richiede risorse esterne ed è auto-rinforzante. Se noti che il comportamento compare soprattutto in momenti di inattività (la sera, dopo pranzo, quando sei al computer), la noia può essere il fattore scatenante.
Frustrazione
Un cane può essere fisicamente attivo ma mentalmente frustrato soprattutto quando le passeggiate sono sempre uguali, gli viene data poca possibilità di annusare, i giochi sono solo di tipo eccitante e mai appagante, o vi sono, da parte del proprietario, richieste continue senza fasi di recupero. In questi casi, il leccamento può comparire come valvola di sfogo.

I comportamenti di tipo compulsivo
Quando in alcuni soggetti il comportamento diventa molto frequente, difficile da interrompere e fuori contesto entriamo purtroppo nell’ambito di pattern ripetitivi con componente neurobiologica, spesso associati a stress cronico o a predisposizioni individuali. Un segnale tipico del comportamento compulsivo è l’aumento progressivo della durata, la comparsa di lesioni (fino alla comparsa di granulomi da leccamento) e la tendenza a riprendere subito dopo ogni interruzione.
Quando è normale e quando bisogna preoccuparsi se il cane si lecca e morde le zampe
Le zampe sono strumenti di esplorazione: un po’ di leccamento è fisiologico. È più verosimile che sia normale quando avviene saltuariamente, dura poco e non si associa a segni clinici.
Diventa invece un problema quando il cane si lecca e si morde spesso, più volte al giorno o per periodi lunghi, oppure quando noti pelle arrossata, umida, di colore scuro, con forfora, croste, sanguinamento, zoppia o fastidio al tatto. È rilevante anche notare se il comportamento si estende anche ad altre aree (fianchi, coda, addome), perché spesso indica un quadro più complesso o un circolo vizioso già avviato. In questi casi, il percorso più efficace è:
- protezione immediata della zona interessata
- valutazione medica
- piano di riabilitazione comportamentale se esiste anche una componente emotiva che scatena il problema.
Cosa fare se il cane si morde le zampe
Se stai cercando di capire cosa fare se il cane si morde le zampe, devi:
- evitare che si faccia male nel breve periodo
- risalire alla causa per risolvere nel medio-lungo periodo.
Interrompere il comportamento senza capire il motivo scatenante, spesso determina ricadute.
Rimedi pratici per evitare che si faccia male
È sempre utile prevenire il problema piuttosto che curarlo. Ecco perché è necessario adottare degli accorgimenti per evitare che il cane si lecchi intensamente provocandosi così delle lesioni che aumentano il prurito e dolore. Quindi dopo ogni uscita:
- Effettua una pulizia delicata con asciugatura accurata tra le dita;
- Controlla quotidianamente i polpastrelli e gli spazi interdigitali;
- In presenza di una lesione proteggi temporaneamente l’area interessata (collare elisabettiano o alternative morbide; calzari solo se tollerati e sotto supervisione);
- Vai dal veterinario
- Reindirizza la sua attenzione verso attività calme e appaganti (annusare, masticazione sicura, ricerca olfattiva semplice), evitando rimproveri e punizioni che aumentano la tensione.
Queste misure non sostituiscono la diagnosi, ma limitano il danno e ti aiutano a raccogliere informazioni utili.
Quando rivolgersi al veterinario o a un educatore cinofilo
Rivolgiti al veterinario se noti ferite, cattivo odore persistente, gonfiore, zoppia, dolore al tatto, perdita di pelo a chiazze o peggioramento rapido. In presenza di sospetta allergia, infezione o dolore, la valutazione medica è il passaggio più logico: trattare la causa fisica riduce spesso anche la componente comportamentale.
Se invece, emerge anche una componente emotiva o abitudinaria, il supporto comportamentale è molto utile. Qui è necessario però distinguere le due figure in ambito cinofilo:
- L’educatore cinofilo ha il compito di prevenire i comportamenti lavorando sulla routine, la gestione quotidiana, l’insegnamento di comportamenti alternativi e il miglioramento dell’autocontrollo. È indicato quando noia, gestione incoerente o mancanza di attività adeguate potrebbero contribuire all’insorgere del problema.
- Il riabilitatore comportamentale, invece, interviene su problematiche già presenti e più complesse o radicate come l’ansia, le fobie, i comportamenti ripetitivi, le difficoltà di autoregolazione. In genere, il riabilitatore imposta un protocollo di desensibilizzazione e controcondizionamento di tipo progressivo e monitora l’evoluzione, spesso in collaborazione con il veterinario comportamentista. Questa ultima figura diventa particolarmente importante quando il leccamento è cronico, associato a lesioni o si estende a più aree (zampe, fianchi o altre parti del corpo).
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Come prevenire questo comportamento nel lungo termine
La prevenzione reale non è “togliere la zampa dalla bocca”, ma ridurre i fattori che rendono quel comportamento utile per il cane, e aumentare alternative sane e appaganti.
Stimolazione mentale e fisica del cane
Un cane mentalmente appagato tende a mostrare meno comportamenti ripetitivi. Ma attenzione! Non serve stancarlo fino allo sfinimento: serve qualità, continuità e un buon equilibrio tra attività e recupero. In pratica, alterna passeggiate ricche di annusate (decompressione) a micro-sessioni di training gentile e giochi di problem solving semplici.
Prevenzione della noia e riduzione dello stress
Osserva quando compare il comportamento. Se accade soprattutto nei momenti di vuoto della giornata, la noia è l’indiziato principale. Se, invece, il leccamento si intensifica durante cambiamenti della routine o in contesti rumorosi e imprevedibili, lo stress è un candidato papabile. Routine più stabili, momenti quotidiani di decompressione e attività calmanti (non solo eccitanti) riducono la probabilità che il leccamento diventi, per il cane, una strategia dominante.
Alimentazione, igiene e controlli veterinari
Se c’è il benché minimo sospetto che il leccamento sia dovuto ad un evento di tipo allergico o se c’è una sensibilità cutanea, soprattutto nei cani a pelo bianco, evita di agire a casaccio. Sul fronte dell’igiene, pulisci il cane solo quando è veramente necessario perché i lavaggi eccessivi o effettuati con prodotti aggressivi possono danneggiare la barriera cutanea. I controlli periodici dal veterinario ti aiuteranno ad intercettare precocemente irritazioni e infezioni.
Razze più predisposte al leccamento di zampe e fianchi e ruolo del coping
Alcune razze mostrano una predisposizione (non una certezza) a sviluppare comportamenti ripetitivi come leccarsi e mordersi le zampe in maniera compulsiva, determinando l’insorgenza di granulomi da leccamento o ad esibire comportamenti di suzione o leccamento sui fianchi.
In questi casi è utile introdurre e spiegare un concetto chiave: il coping. Per coping si intende l’insieme delle strategie con cui il cane prova a gestire un disagio interno, come stress o frustrazione. Alcune strategie sono adattive (annusare, masticare, cercare contatto, riposare), altre possono diventare disfunzionali quando sono ripetitive e auto-rinforzanti, come il leccamento insistente.
Tra le razze che, nella pratica clinica e comportamentale, ricorrono più spesso a questo tipo di coping si citano frequentemente:
- Dobermann e Alano per il leccamento o suzione sui fianchi
- Pastore Tedesco, Labrador Retriever, Golden Retriever e Boxer per forme di leccamento insistente degli arti.
Il punto comunque non è la razza in sé, ma la genetica dell’individuo, la sua sensibilità, e la soglia di stress che possono aumentare la probabilità, a partire da un evento come il prurito, il dolore, i cambiamenti ambientali, la solitudine o la noia, a che il comportamento si strutturi e diventi automatico. Per questo, nelle razze predisposte, è ancora più importante prevenire e intervenire presto. Come? Escludendo o trattando le cause fisiche, riducendo lo stress e la frustrazione e insegnando alternative compatibili e appaganti, sempre con l’aiuto di un rieducatore comportamentale.
Come gestire un cane che si morde e lecca le zampe
Un cane che si morde le zampe non va corretto: va compreso. La domanda perché i cani si mordono le zampe apre scenari molto ampi che vanno dagli irritanti ambientali o chimici passando per le allergie, fino al dolore ortopedico o a stati di stress cronico. Se il cane si lecca e si morde le zampe anteriori in modo insistente (o se il leccamento riguarda sempre la stessa zampa, sinistra o destra), il primo passo da compiere è proteggere la zona e osservare con attenzione; il secondo è una valutazione veterinaria in presenza di segnali clinici; il terzo passo consiste nell’intervenire con un programma educativo o, nei casi più complessi, di riabilitazione comportamentale, per modificare le condizioni che rendono quel comportamento come una strategia di coping principale del cane.
Cinzia Cecconi
Rieducatore Comportamentale



