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Cane che ringhia: cosa vuol dire e come comportarsi

Quando un cane ringhia ci sta comunicando qualcosa che va compreso e gestito. Punire il cane perché ha ringhiato ha effetti controproducenti, ma far finta di niente può aggravare la situazione. Scopriamo insieme perché un cane ringhia e come gestire queste situazioni.

Quando un cane ringhia ci sta comunicando qualcosa che va compreso e gestito. Punire il cane perché ha ringhiato è controproducente, ma far finta di niente può aggravare la situazione. Il ringhio, infatti, non è una forma di cattiveria: è spesso un segnale di distanza, un modo per dire “mi sento a disagio, fermati, allontanati”. In questo articolo vediamo perché un cane ringhia, quali sono i principali tipi di ringhio e come comportarsi per ridurre il rischio di una escalation e come migliorare la relazione.

Imparare a comprendere il linguaggio del cane è, però, fondamentale se si vuole instaurare una relazione corretta con un animale che appartiene a un’altra specie e che comunica in maniera diversa dalla nostra. Nella maggior parte dei casi il ringhio è un segnale di avvertimento: il cane sceglie di avvertire prima di passare a comportamenti più intensi. Per questo il ringhio va considerato un messaggio utile, e non un problema da eliminare.

Differenze tra la nostra comunicazione e quella dei cani

La specie umana utilizza molto le parole, mentre nel cane la comunicazione verbale ha un ruolo più limitato rispetto ai segnali corporei e contestuali. Il punto chiave, quindi, è questo: per capire un cane dobbiamo osservare il corpo, la distanza, il contesto e conseguenze.

Nei cani la comunicazione passa soprattutto attraverso:

  • segnali posturali e del corpo (posizione, tensione muscolare, sguardo, movimento della coda, orientamento delle orecchie);
  • segnali para-verbali (tono, ritmo, intensità delle vocalizzazioni);
  • segnali contestuali (cosa sta succedendo, chi si avvicina, dove si trova il cane, cosa può perdere o proteggere).

È evidente quindi che, per comprendere il cane e farvi comprendere, dovete impegnarvi a comunicare in modo diverso rispetto a quello a cui siete stati finora abituati: meno parole e più gestione delle distanze, maggiore coerenza, la prevedibilità e la lettura dei segnali.

Cosa significa comunicare?

Quando si comunica, l’obiettivo è influenzare, e quindi modificare, il comportamento di un altro individuo. Nel cane, questo avviene spesso tramite segnali che servono a:

  • aumentare o mantenere la distanza (es. ringhio, abbaio, postura rigida);
  • ridurre tensione e conflitto (es. segnali di calma/de-escalation, posture più morbide);
  • coordinarsi con altri cani o con le persone (es. invito al gioco, richieste di attenzione, ricerca di contatto).

Per comunicare i cani utilizzano tre canali principali:

  • comunicazione olfattiva
  • comunicazione visiva
  • comunicazione acustica

La comunicazione acustica è stata enfatizzata dall’uomo anche attraverso la domesticazione, e possiamo distinguere alcuni grandi gruppi di suoni:

  • suoni infantili (guaiti e mugolii);
  • suoni di avvertimento/controllo della distanza (abbaio e ringhio);
  • suoni di richiamo/contatto a distanza (ululato);
  • suoni legati a dolore o stress (lamento);
  • suoni di appagamento (gemiti, brontolii).

Lo stesso suono può avere significati diversi. Il ringhio, ad esempio, non è sempre sinonimo di aggressività: è un segnale che va interpretato insieme a postura, contesto e storia del cane.

Perché il cane ringhia?

Tendenzialmente il ringhio rientra nei rituali di minaccia (nel senso etologico del termine: un comportamento che serve a gestire la distanza e prevenire il contatto). Il cane lo utilizza quando si sente in pericolo, in difficoltà, troppo esposto o quando teme di perdere una risorsa. È importante saper interpretare il ringhio e imparare a riconoscere almeno tre tipi di ringhio emessi per motivazioni diverse.

Prima, però, un concetto essenziale: il ringhio spesso è parte di una sequenza di escalation. Molti cani, prima di ringhiare, mostrano segnali più sottili, che le persone spesso non notano. Ad esempio:

  • irrigidimento del corpo, immobilità improvvisa;
  • sguardo fisso, “occhi duri”, pupille dilatate;
  • leccarsi il naso rapidamente, sbadigli ripetuti fuori contesto;
  • testa che si gira di lato per evitare contatto, o al contrario blocco “frontale”;
  • coda alta e rigida o coda bassa con tensione; pelo sollevato;
  • allontanamento, evitamento, tentativi di “scappare” (se il cane non può farlo, può passare al ringhio).

Il ringhio, quindi, spesso vuol dire basta così, soprattutto quando i segnali precedenti non hanno funzionato o quando il cane non trova altra via d’uscita.

Il ringhio da gioco

In genere questo ringhio è breve e può avere un tono più acuto o interrotto. È accompagnato da postura morbida, movimenti sciolti, invito al gioco, cioè il classico inchino con le zampe anteriori piegate e il sedere per aria e frequenti pause. Nel gioco sano si osservano:

  • alternanza dei ruoli (chi rincorre e chi viene rincorso si scambia);
  • pause spontanee (il cane “stacca” e poi riparte);
  • assenza di fissità e rigidità prolungata.

Raramente il ringhio da gioco sfocia in aggressione se il contesto è adeguato e i cani coinvolti hanno buone competenze sociali. Se però il gioco diventa troppo intenso (iper-arousal), può comparire tensione: in quel caso è utile intervenire e interrompere il gioco, far fare una pausa e riprendere solo se i segnali restano morbidi.

Il ringhio da difesa: protezione delle risorse e gestione della distanza

cane che ringhia ad altri cani


È un suono di avvertimento emesso dal cane per difendere una risorsa o per allontanare ciò che lo disturba. Il ringhio può essere basso e profondo; talvolta il labbro si solleva mostrando parzialmente i denti. Potremmo tradurlo come: “Fermo lì, non avvicinarti” oppure “Basta, mi stai mettendo pressione”.

Questo ringhio può comparire quando:

  • ci si avvicina alla ciotola, all’osso, a un gioco molto desiderato;
  • ci si avvicina al posto di riposo;
  • si tenta di togliere un oggetto dalla bocca del cane;
  • il cane non vuole essere manipolato in quel momento (stanchezza, stress, dolore).

Qui è fondamentale distinguere:

  1. la funzione del ringhio (aumentare la distanza o proteggere una risorsa);
  2. la causa emotiva (paura, insicurezza, frustrazione, stress, dolore, apprendimento passato).

In molti casi, la protezione di risorse è legata a un’emozione di insicurezza: il cane teme di perdere qualcosa e usa il ringhio per prevenire l’avvicinamento.

Il ringhio di minaccia

Questo ringhio viene emesso quando il cane si sente minacciato e non vede alternative. Il suono è profondo ed è accompagnato da muscoli tesi, postura rigida, labbra retratte con denti più esposti, naso increspato. Il corpo spesso è pronto ad agire: peso in avanti o bloccato, movimenti minimi, sguardo fisso.

Il ringhio di minaccia tende a crescere (escalation) ed è collegato ai segnali precedenti: spesso il cane sta cerca di evitare il conflitto, ma se la pressione continua può passare all’azione.

Con il ringhio il cane sta dicendo che è in difficoltà, che ha paura, che è stressato o che sta proteggendo una risorsa. È un campanello d’allarme prezioso: se lo punite, il rischio a cui andate incontro è quello che il cane, la volta successiva, deciderà di non ringhiare più ma di agire direttamente

Quand’è che il cane ringhia?

Il cane può ringhiare in molte situazioni. Qui sotto trovi esempi comuni, con una lettura più precisa del perché, cioè le emozioni coinvolte e la funzione del ringhio stesso:

  • In ambienti sconosciuti e rumorosi che incutono paura (es. dal veterinario): stress/paura, ringhio come richiesta di distanza.
  • Quando viene sgridato in modo violento: difesa, aumento distanza, possibile associazione negativa con la persona.
  • Quando viene accarezzato con insistenza o toccato in punti dolorosi: fastidio/dolore, richiesta di stop.
  • Quando viene preso in braccio: per alcuni cani è controllo della risorsa umana o limitazione nei movimenti, quindi può ringhiare per scoraggiare la manipolazione.
  • Quando sta masticando un osso o è vicino alla ciotola: protezione risorsa.
  • Quando incontra altri cani al guinzaglio: spesso ringhia per paura o frustrazione perché non ha la possibilità di aumentare la distanza, visto che è al guinzaglio e il proprietario non comprende il problema.
  • In auto quando si avvicinano sconosciuti: territorialità/protezione, ma anche insicurezza legata allo spazio ristretto.
  • In giardino quando si avvicina il postino: controllo della distanza/territorio, possibile apprendimento ripetuto (l’abbaio seguito dal ringhio funziona perché il postino poi se ne va).
  • Quando incontra bambini: spesso è legato a paura/insicurezza, perché i movimenti dei bambini sono imprevedibili, sono invadenti, urlano e corrono.

Cosa fare, e soprattutto cosa non fare, se un cane ringhia

Per prima cosa, se un cane ringhia dovete immediatamente capire quale sono le emozioni che sta vivendo. Paura, stress? In questi casi non dovete assolutamente sgridarlo, piuttosto dovete allontanarvi da quell’ambiente che gli sta procurando un forte stress. È importante fargli sentire la vostra vicinanza calmandolo con toni pacati e sereni.

Biasimate voi stessi, e non il cane, per avergli fatto vivere un’esperienza paurosa, per non essere stati capaci di capire le emozioni che stava vivendo e per averlo messo in difficoltà.

cane che ringhia

Non punite il cane perché ringhia! Punirlo non risolve il problema, anzi lo peggiora perché il cane con il tempo capirà che quel segnale di allarme non ottiene l’effetto desiderato, e cioè l’allontanamento, ma addirittura viene punito, sgridato, picchiato e quindi la volta successiva ometterà di ringhiare e passerà direttamente all’azione.

Se al contrario ringhia quando viene avvicinato da bambini o quando incontra altri cani vi è alla base una incapacità relazionale e comunicativa causata da una serie di fattori di cui le persone sono le sole responsabili.

L’allontanamento del cucciolo dalla mamma prima del compimento dei tre mesi di vita, pratica molto in uso fra gli allevatori, non gli consente di terminare una sorta di “ciclo di studi” che solo la mamma e la cucciolata possono insegnargli.

Un cane allontanato troppo presto dal resto della cucciolata sarà disorientato, non in grado di gestire le varie situazioni che la vita gli presenterà giorno dopo giorno.

Per contro, un altro grosso errore è quello di sovraesporlo a situazioni che per noi sono del tutto comuni ed usuali, mentre per la loro visione della vita non lo sono affatto.

Hai un cane che ringhia e finora non hai risolto, ma addirittura la situazione è peggiorata? Contatta la nostra esperta in Rieducazione comportamentale, Cinzia Cecconi.

Quali sono gli errori che tutti (o quasi) commettete con un cane e che vanno assolutamente evitati?

Ci sono degli atteggiamenti che vanno assolutamente evitati, affinchè il proprio cane non ringhi più nei confronti di altre persone e animali:

  • Non punite il cane perché ringhia: punire non risolve, ma spesso insegna al cane che ringhiare è pericoloso e quindi la prossima volta potrebbe saltare l’avvertimento e arrivare direttamente al morso
  • Non forzate il contatto (“deve farsi accarezzare”, “deve farsi prendere in braccio”): la coercizione aumenta l’insicurezza e l’intensità della risposta
  • Non togliete oggetti dalla bocca del cane con la forza e non sfidatelo sulla risorsa: in caso di protezione della risorsa serve un lavoro graduale di desensibilizzazione e scambio, non un braccio di ferro
  • Non ignorate il ringhio pensando che tanto è piccolo: il problema è la dinamica emotiva e relazionale: la taglia non cambia la funzione del ringhio e non riduce necessariamente il rischio.

Biasimate voi stessi, non il cane, per i suoi comportamenti

È corretto assumersi la responsabilità, ma in modo utile: non per colpevolizzarsi, bensì per cambiare gestione e prevenzione. Chiedetevi:

  • In quale contesto è successo?
  • Cosa è accaduto nei secondi prima del ringhio?
  • Il cane aveva alternative (allontanarsi, riposare, evitare il contatto)?
  • C’è stato dolore o fastidio fisico?
  • Quale conseguenza ha ottenuto ringhiando (ci siamo allontanati, abbiamo insistito, lo abbiamo punito)?

Queste domande trasformano un episodio in dati utili per intervenire.

Contatta immediatamente il nostro Centro cinofilo per una valutazione gratuita.

Il cane ringhia con altri cani o con bambini

Se ringhia quando viene avvicinato da bambini o quando incontra altri cani, spesso alla base c’è una difficoltà relazionale o comunicativa dovuta a più fattori: genetica, esperienze precoci, qualità della socializzazione, apprendimenti, gestione del guinzaglio, esposizioni troppo intense.

Socializzazione: finestra sensibile e gradualità

L’allontanamento del cucciolo dalla madre e dalla cucciolata troppo presto può ridurre l’apprendimento di competenze sociali (autocontrollo, segnali di stop, modulazione del morso e delle interazioni). In linea generale, un periodo prolungato con la madre e la cucciolata favorisce una base più stabile.

Allo stesso tempo, è un errore sovraesporre un cane a situazioni per lui ingestibili: ciò che per noi è normale (rumore, folla, mani addosso, spazi stretti) per il cane può essere una tempesta sensoriale. L’obiettivo non è immergerlo nel mondo, ma costruire esperienze brevi, controllate e positive.

Se intendi evitare tutto questo al tuo cane, partecipa al nostro corso di City Dog Walk pensato proprio per evitare l’insorgenza di questo tipo di problematiche.

Errori comuni da evitare e come correggerli

Molti errori derivano da una convinzione sbagliata: quanti di voi avranno pensato: “se abituo il cane di colpo a tutto quello che gli fa paura poi gli passa”. In realtà, l’abituazione, funziona solo quando l’intensità è gestibile. Se è troppo alta, il cane non si abitua: si sensibilizza cioè, diventa più reattivo.

Tenere il cucciolo chiuso in casa per mesi.

È vero che la prevenzione sanitaria è importante, ma dal punto di vista comportamentale esistono le cosiddette finestre sensibili che servono per imparare a leggere il mondo. La soluzione corretta è una socializzazione graduale e a basso rischio; vale a dire che il cucciolo già dopo il secondo vaccino può e deve uscire. L’unica raccomandazione è quella di evitare aree ad alta densità e situazioni caotiche, quindi no il centro commerciale !

Portarlo in ambienti iperstimolanti (es. centro commerciale).

Rumori, luci, odori, persone, pavimenti scivolosi: tutto questo insieme può far superare la soglia del cane. Meglio iniziare in contesti più semplici e aumentare la complessità a piccoli passi.

Far accarezzare il cane da sconosciuti “per socializzarlo”.

Socializzare non significa “subire le mani addosso di perfetti sconosciuti”. Significa poter osservare, annusare, scegliere e allontanarsi. La carezza forzata può diventare un antecedente di ringhio/morso.

Guinzaglio in tensione alla vista di cani o bambini.

La tensione comunica al cane che “c’è pericolo” e impedisce strategie di de-escalation (annusare, curvare, aumentare distanza). Serve quindi una gestione tecnica del guinzaglio e lavoro graduale di associazione positiva.

Incutere paura, urlare o picchiare.

La coercizione può ottenere il silenzio momentaneo, ma spesso aumenta stress e sfiducia. Una guida efficace è prevedibile, coerente e costruisce competenze attraverso esercizi, rinforzo e gestione.

Metodologie punitive/coercitive.

Se l’obiettivo è ridurre ringhio e reattività, le strategie basate su minaccia o punizione hanno un rischio alto di peggiorare l’emozione sottostante (paura/stress) e quindi di aumentare la probabilità di escalation.

La conduzione al guinzaglio rappresenta sempre il punto dolente per qualsiasi proprietario. Ecco perché il centro cinofilo Cane Campione propone due corsi pensati proprio per far sì che la passeggiata con il cane sia un momento piacevole per entrambi: Conduzione al guinzaglio e City Dog Walk. Approfitta dell’opportunità che ti diamo: contattaci per una valutazione gratuita.

Quando è necessario un controllo veterinario

Se il ringhio compare all’improvviso, aumenta rapidamente o si manifesta soprattutto durante manipolazioni (carezze, presa in braccio, spazzolatura), è importante valutare anche la componente fisica: dolore e disagio possono rendere il cane più reattivo. Un controllo veterinario è sempre consigliabile soprattutto se notate:

  • rigidità, zoppia, difficoltà a salire/scendere;
  • intolleranza al contatto in zone specifiche;
  • cambiamenti nel sonno, appetito o livello di attività;
  • ringhio “nuovo” in un cane prima tollerante.

Il ringhio del cane può essere gestito

Ricordatevi che con il ringhio il cane ci comunica il suo stato emotivo e soprattutto ci avvisa di allontanarci. Punire o far finta di niente, perché magari il cane è di taglia piccola, è l’errore più grande che potete fare sia nei confronti del cane che nei vostri e della società in cui vivete.

Crescere un cane non significa solo dargli da mangiare e comprargli giochi, ma significa soprattutto educarlo, insegnarli ad interagire in maniera positiva con tante persone diverse tra loro, con oggetti ed ambienti diversi.

Il consiglio che vi diamo è quello di contattare un educatore cinofilo qualificato prima ancora di prendere un cane per farvi consigliare al meglio, perché solo un educatore cinofilo, con alle spalle anni di studi e diplomi rilasciati da enti riconosciuti, può aiutarvi spiegandovi cosa fare, quali sono gli errori da evitare e soprattutto come vivere con accanto un cane rilassato e felice.

Se invece il cane lo avete già e state avendo dei problemi, come quello del ringhio, non esitate a contattarci. Il Team di Cane Campione è formato da personale altamente qualificato specializzato in rieducazione comportamentale.

Cinzia Cecconi
Riabilitatore Comportamentale